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IL RITORNO DEL TEATRO CANZONE

27.01.2012 - 22:00

VENERDI 27 GENNAIO - ore 22.00

ALBERGO ROMA - il ritorno del TEATRO CANZONE


Gli Albergo Roma presentano il loro primo CD SOLO UNA STELLA.


L’Albergo Roma di stella ne ha una sola. Un po’ pochino in verità.
Però, ci si sta bene al Roma e si mangia anche meglio e poi, quando calano sera e nebbia, quella stella si accende.
Fa più luce e, potrà sembrar strano, fa pure musica e baldoria. E’ proprio nelle ore notturne che il personale di questo piccolo albergo apre le custodie dei propri strumenti musicali, toglie la polvere dai tasti del vecchio pianoforte giù di fianco al bancone e comincia a sbuffar musica e snocciolar canzoni. Per passar il tempo, per tirar mattina tra un calice di rosso e una partita al Due. Un cameriere dal tocco delicato alla chitarra, il direttore alla voce, un illustre ospite al tamburello e il facchino, che è grosso, al contrabbasso. Sempre che non se la litighino col portiere per suonare tutti il pianoforte. E dai e dai tra un ritornello tradizionale e una rima maldestra, con il complice andirivieni di tutti quei personaggi un po’ così, sono nati i pezzi che di sfuggita sono sgattaiolati sul loro primo disco, che è tanto atipico, quanto i suoi creatori.
Il titolo fa il suo mestiere e la dice tutta. Solo una stella, tanto
semplice e sgangherata, quanto stupefacente ed esplosiva.
Benvenuti.

Ingresso 2€ + tessera arci

REVO FEVER

23.12.2011 - 19:30

CineClub

15.01.2012 - 21:00

ZARBOcineclubD’ESSAI  2010-2011

CinemaSenzaConfini

tutte le domeniche, ore 21:00

 


Cari amici e amiche,


BUON NATALE e BUON ANNO
da ZARBOd'ESSAI


che riprenderà le sue proiezioni domenica 15 gennaio 2012 con un breve ciclo di 4 film dedicato a Richard Brooks

IL FIGLIO DI GIUDA (1960)

E' in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di Richard Brooks, romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'homo americanus.
Dal romanzo (1927) di Sinclair Lewis.
3 premi Oscar a Brooks (sceneggiatore), Burt Lancaster e Shirley Jones.

A SANGUE FREDDO (1967)

Dal romanzo di Truman Capote ispirato a un fatto di cronaca.
Usando il libro di Truman Capote che aveva intervistato in carcere e ricostruito attraverso i protagonisti l'intera storia, Brooks si limita a mostrare da vicino i fatti senza moralismo, provocazione o retorica, con un'asciuttezza imperscrutabile
che regala al film una scansione avvincente ed una celerità offensiva.
Il regista lascia trascolorare sul volto degli attori (inimitabile Scott Wilson) l'ansia, la paura, la brutalità, come se essi ne fossero vittime esattamente quanto la società in cui sono nati e nella quale hanno ucciso.
Un Bianco&Nero meraviglioso del più grande direttore della fotografia del cinema americano: CONRAD HALL.

 

I PROFESSIONISTI (1966)

Burt Lancaster, Lee Marvin, Robert Ryan, Jack Palance, Claudia Cardinale

Richard Brooks, autore, in tutti i sensi, del film, è un regista un po' sottovalutato.
Probabilmente il senso dell'avventura che traspare in ogni suo film non è piaciuto a chi giudica i film d'azione un sottogenere.
Certamente un film sull'amicizia virile, ma senza il compiacimento che spesso questo tema comporta. Il rispetto per la donna è tutto nel gesto finale, la liberazione, in cambio di nulla, di colei per la quale hanno rischiato la vita.
Un grande film in attesa di un giudizio finale pi=F9 onesto da parte di chi lo ha inserito nell'anonimo mucchio dei film da gettare.

DOLLARS (Il genio della rapina) (1972)

con Warren Beatty e Goldie Hawn

Una commedia marxista in tono poliziesco.
"Senza i ladri le banche non esisterebbero", "Rubare è un lavoro, non una crociata", il film trova la sua vera messa a fuoco nella caccia interminabile che si apre quando il regista del furto (non della rapina come si dice nel titolo italiano) viene imprevedibilmente individuato dalle sue vittime.
Nel terzo finale del film un gruppo in competizione selvaggia, individui disperati e privi di scrupoli come animali (una situazione tipica nei film di Brooks: si pensi a Odio implacabile e L'ultima minaccia ), si insegue tra auto, camion, treni, fino alla fine del film stesso, dimostrando con l'azione e le immagini l'assunto della storia:
sono i soldi che generano e governano la follia degli uomini e non il contrario.

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