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I RESPINGIMENTI DEGLI IMMIGRATI VERSO LA LIBIA

Ecco una scheda con qualche chiarimento sul tema dei respingimenti degli immigrati verso la Libia. Si tratta di dettagli anche tecnici e non di facile lettura ma importanti per la comprensione delle notizie che vengono diffuse sui principali mezzi di comunicazione.

1.IL PRINCIPIO DI NON RESPINGIMENTO E GLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI
Il respingimento di rifugiati o richiedenti asilo è tassativamente vietato dagli obblighi internazionali che scaturiscono, in particolare, dalla Convenzione sui Rifugiati del 1951 e dal Protocollo del 1967, dalla Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici, dalla Convenzione Onu contro la Tortura e dalla Convenzione Europea sulla Protezione dei Diritti Umani, spiega l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr).
L'obbligo di non-respingimento per gli Stati non comporta alcuna limitazione geografica e si applica a tutti gli agenti statali nell'esercizio delle loro funzioni all'interno o all'esterno del territorio nazionale, afferma l'Unhcr.

L'obbligo di non respingere un rifugiato o un richiedente asilo vieta quindi non solo l'espulsione dal territorio di uno Stato ma anche il respingimento alle frontiere dello Stato o il rinvio o l'accompagnamento verso il luogo di temuta persecuzione. Nel caso di persone che affrontano un viaggio via mare, il principio di non-respingimento si applica all'interno delle 12 miglia di acque territoriali, così come nelle acque contigue, in mare aperto e nelle acque costiere di paesi terzi. Il rinvio diretto di un rifugiato o di un richiedente asilo verso un paese nel quale teme di essere perseguitato/a non rappresenta l'unica forma di respingimento.

Anche il rinvio indiretto verso un paese terzo che potrebbe successivamente inviare la persona verso il paese di temuta persecuzione costituisce respingimento, ed in questo caso entrambe i paesi sarebbero ritenuti responsabili, afferma la nota dell'Unhcr.
Nessun richiedente asilo dovrebbe essere quindi rinviato verso un Paese terzo che non possa garantire criteri base di protezione: osservanza del principio di non-respingimento, impegno ad esaminare in maniera imparziale ed obiettiva la domanda di asilo della persona, e che abbia dimostrato capacità e volontà di fornire efficace protezione in tutti i casi competenti.


2.iL DIRITTO DI ASILO: COSA PREVEDONO I PATTI DELL'UNIONE EUROPEA
Il Patto europeo per l'immigrazione e l'asilo, priorità del semestre di presidenza francese e fortemente sostenuto dal governo italiano, è stato approvato lo scorso ottobre dal Consiglio europeo. Con l'intesa i 27 si impegnano a inasprire la lotta ai clandestini, a chiudere alle regolarizzazioni di massa e ad andare verso norme comuni per le richieste di asilo, oggi diverse da Paese a Paese. Ma pur imponendo agli Stati membri di rimpatriare gli irregolari, il Patto ribadisce il diritto, per gli stranieri perseguitati, di ottenere assistenza e protezione. Nel testo non si fa mai riferimento alla pratica dei respingimenti. Ecco in sintesi quanto indicato nel documento.

a) COME GARANTIRE IL DIRITTO DI ASILO
Il Consiglio europeo ribadisce che ogni straniero perseguitato ha il diritto di ottenere assistenza e protezione nel territorio dell'Unione europea in applicazione della Convenzione di Ginevra.
Per la Ue, il necessario rafforzamento dei controlli alle frontiere europee non deve impedire l'accesso ai sistemi di protezione da parte delle persone che hanno diritto di beneficiarne.

b)UN UFFICIO AD HOC NEL 2009.
La Ue ha deciso di istituire entro il 2009 un Ufficio europeo con il compito di facilitare scambi di informazioni tra le amministrazioni incaricate dell'esame delle domande d'asilo nei diversi Stati membri. Tale Ufficio, che non avrà il potere di esaminare le domande, né il potere di decisione, favorirà l'uniformazione delle prassi, delle procedure e, di conseguenza, delle decisioni nazionali.

c)L'UE INADEGUATA AI FLUSSI.
L'Unione europea, spiega il Patto, non dispone dei mezzi per accogliere degnamente tutti i migranti che sperano di trovare una vita migliore. E un'immigrazione mal controllata può pregiudicare la coesione sociale dei Paesi di destinazione. L'organizzazione dell'immigrazione deve pertanto tener conto delle capacità d'accoglienza dell'Europa sul piano del mercato del lavoro, degli alloggi, dei servizi sanitari, scolastici e sociali.

d) COMPITI DI BRUXELLES.
La Ue si impegna a tener meglio conto, in spirito di solidarietà, delle difficoltà incontrate dagli Stati membri soggetti a un afflusso eccessivo di migranti e, a tal fine, invita la Commissione a presentare proposte. Inoltre, Bruxelles dovrà anche elaborare un piano per introdurre, se possibile nel 2010 e al più tardi nel 2012, una procedura unica in materia di asilo che preveda garanzie comuni e status uniformi per i rifugiati.

3.COSA PREVEDE L'ACCORDO ITALIA-LIBIA?
L'accordo tra Italia e Libia per il contrasto all'immigrazione clandestina e' stato firmato il 29 dicembre 2007 a Tripoli dall'allora ministro dell'Interno, Giuliano Amato e dal ministro degli Esteri libico, Abdurraham Mohamed Shalgam.

Il piano, messo a punto dopo un lungo e riservato negoziato, non e' pero' entrato nella fase operativa finche' non e' avvenuta - nello scorso febbraio - la ratifica parlamentare del Trattato di amicizia siglato dal premier Silvio Berlusconi e da Muhammar Gheddafi nell'agosto scorso. Il programma contro le partenze di migranti e' contenuto nell'articolo 19 del Trattato.

Tra le novita' piu' rilevanti del piano firmato da Amato, i pattugliamenti misti italo-libici davanti alle coste del Paese nordafricano che, come annunciatoda Maroni, partiranno il prossimo 14 maggio. Per questa attivita' l'Italia cedera' alla Libia sei unita' navali della Guardia di Finanza per operazioni di controllo, ricerca e salvataggio nei luoghi di partenza delle 'carrette del mare', sia in acque territoriali libiche sia internazionali. A bordo equipaggi misti con personale libico e personale di polizia italiano, quest'ultimo con funzioni di osservatore.

L'Italia, prevede sempre l'accordo, aiuterà Tripoli anche nel controllo degli sterminati confini meridionali della Libia, da dove premono masse di disperati in fuga dalle guerre e dalla poverta' dell'Africa subsahariana.
Sara' infatti Finmeccanica afornire una rete di controllo satellitare per monitorare le frontiere di sabbia. L'Italia coprira' il 50% dei costi, mentre per il restante 50% - indica il Trattato di amicizia - Roma e Tripoli chiederanno all'Ue di farsene carico.

L'accordo e' stato poi perfezionato il 4 febbraio con la firma a Tripoli di un protocollo d'attuazione da parte di Maroni e delle autorita' libiche. Dettagli sul protocollo non sono mai stati forniti, ma si sa che ci sono stati intensi negoziati tra i tecnici dei due Paesi per mettere a punto l'intesa.
L'ipotesi che la Libia si prendesse in carico migranti respinti in mare non era mai emersa prima di ieri, quando immigrati di tre barconi giunti al largo di Lampedusa, in acque maltesi, sono stati riportati nel porto di Tripoli da motovedette italiane.

 

DECRETO FLUSSI 2008 - IMPORTANTE

11.12.2008

Decreto flussi 2008: la procedura on line per confermare le richieste di assunzione

Le quote dei 150.000 cittadini extracomunitari ammessi in Italia per motivi di lavoro subordinato non stagionale saranno attinte dalle domande inviate agli sportelli unici per l'immigrazione entro il 31 maggio 2008

La programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari per l'anno 2008 (decreto Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 dicembre 2008, pubblicato G.U. n. 288 del 10.12.2008) prevede l’ingresso di complessivi 150.000 cittadini extracomunitari, che possono entrare in Italia per motivi di lavoro subordinato non stagionale, e tiene conto della congiuntura economica e del fabbisogno delle famiglie nel settore dell’assistenza domiciliare.
In particolare, le quote riguardano:
• 44.600 lavoratori domestici o di altri settori produttivi, provenienti da Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione in materia migratoria, ripartiti secondo la tabella allegata 
• 105.400 lavoratori domestici o di assistenza alla persona, provenienti da altri Paesi.

Per coprire tali quote saranno prese in esame le richieste dei datori di lavoro pervenute agli sportelli unici per l’immigrazione entro il 31 maggio 2008, eccedenti quelle previste dal decreto del 30 ottobre 2007. Le domande verranno valutate considerando l’ordine cronologico di inserimento nel sistema informatico.

Il decreto flussi 2008 favorisce i Paesi extracomunitari che collaborano con l’Italia nelle politiche di regolamentazione dei flussi di ingresso e nelle procedure di espulsione. Per questi Paesi saranno esaminate tutte le domande presentate, indipendentemente dalla tipologia di contratto.
Per i lavoratori provenienti dagli altri Paesi, invece, saranno esaminate solo le istanze presentate per lavoro domestico o assistenza alla persona.

A decorrere dal 15 dicembre 2008 il datore di lavoro dovrà confermare, a pena di esclusione, la volontà di procedere all’assunzione del lavoratore. La procedura dovrà concludersi entro il termine perentorio di venti giorni e, più precisamente, entro le ore 24 del 3 gennaio 2009.
Tramite un collegamento che sarà attivato nel sito internet del ministero dell’Interno www.interno.it, il datore di lavoro avrà accesso ad un’area specifica in cui dovrà compilare un modulo in “tre passi”; potrà farlo da un qualunque personal computer collegato alla rete, senza necessità di procedure di autenticazione o di programmi specifici.
È necessario che il datore di lavoro disponga della ricevuta di invio della domanda presentata in occasione del decreto flussi 2007 dalla quale dovrà ricavare:
– codice identificativo domanda (12 caratteri alfanumerici)
– codice verifica (32 caratteri alfanumerici).
Il datore di lavoro, persona fisica, straniero non comunitario dovrà fornire gli estremi del titolo di soggiorno (art. 9 decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) o della richiesta effettuata.
Al termine della procedura sarà possibile stampare una pagina riepilogativa contenente l’avvenuta conferma.

Attenzione

Le domande presentate da:

  • datori di lavoro italiani e comunitari, saranno tutte ammesse alla valutazione senza necessità di conferma
  • persone giuridiche aventi sede in Italia, i cui legali rappresentanti sono stranieri non comunitari, saranno esaminate indipendentemente dal titolo di soggiorno da questi posseduto senza necessità di conferma
  • datori di lavoro stranieri non comunitari, persone fisiche, saranno esaminate se in possesso o se abbiano fatto richiesta, entro il 10 dicembre 2008 data di pubblicazione del DPCM, dei seguenti titoli:
    - carta di soggiorno (cartacea o elettronica);
    - permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
    - carta di soggiorno rilasciata a cittadini stranieri familiari di cittadini comunitari.
    Questa tipologia di datore di lavoro deve confermare, a pena di esclusione, l’interesse all’assunzione entro il termine perentorio di venti giorni a decorrere dal 15 dicembre 2008 e, più precisamente, entro le ore 24 del 3 gennaio 2009
  • datori di lavoro stranieri non comunitari, persone fisiche, in possesso del solo permesso di soggiorno, non saranno esaminate.


 

Contro la proposta di abolire le cure essenziali agli immigrati

 

Come circolo, come operatori di uno sportello per immigrati, come cittadini vorremmo invitarvi a firmare una petizione contro la proposta di abolire cure essenziali agli immigrati (bambini inclusi).
L'obiettivo è tentare di fermare la proposta della
Lega di abolire le cure primarie ed essenziali agli immigrati sprovvisti di permesso di soggiorno, compresi i bambini.
Se potete fatela girare e firmatela, questa iniziativa del governo deve essere fermata...

http://appelli.arcoiris.tv/salute

News sul decreto flussi 2008

Un nuovo decreto senza un nuovo "click day"

 

Con il decreto flussi per lavoratori extracomunitari non stagionali per l'anno 2008, si andranno probabilmente ad esaminare le molte domande che non hanno trovato spazio lo scorso anno, inviate durante i click days del decreto flussi 2007.
Le quote saranno 170.000, questo anche perchè, in mancanza di una programmazione triennale, si tiene conto delle quote stabilite per l'anno precedente: complessivamente 250.000 tenuto conto anche del decreto flussi per lavoratori stagionali (80.000 già messe a disposizione lo scorso inverno).

Rimangono ancora moltissimi problemi. Quelli relativi alle graduatorie stilate in maniera poco trasparente e sulle quali pende ancora un ricorso presentato al Tribunale di Milano ma non solo.
La lentezza nella esaminazione delle vecchie istanze è uno dei problemi maggiorni insieme al fatto che moltissime domande presentate sono state rigettate per mancanza di requisiti.
La maggior parte non rispondono al requisito del reddito. Ma questo è dovuto, non tanto all'incapacità degli interessati di disporre dei requisiti necessari, piuttosto alla formulazione ambigua del quesito in cui si chiedeva quale fosse il numero di lavoratori assunti.
La domanda era tesa a chiedere quanti lavoratori già fossero alle dipendenze del datore di lavoro che presentava la domanda.
La mala formulazione della domanda ha tratto in inganno moltissimi che, pensando che il quesito richiedesse di specificare il numero di lavoratori che si intendeva assumere con l'istanza in questione, hanno scritto nell'apposito campo il numero 1, piuttosto di 0.

Non risulta inoltre che, come previsto dalla legge, vi siano state richieste di integrazione della documentazione, che avrebbero potuto chiarire il punto in questione, le domande sono state
quindi respinte e annoverate tra quel 50% e oltre di richieste che non rispondono ai requisiti.

[ mercoledì 8 ottobre 2008 ]

E' operativo lo Sportello Migranti!

 

Lo sportello è attivo ogni martedì, dalle 19.00 alle 21.00

 

 

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